domenica 26 luglio 2026

ODISSEA - il film di Nolan


 "L'alba della civiltà tornerà ma i nostri errori saranno dimenticati"

The Odyssey

2026 ‧ Azione/Cinema fantastico ‧ 2h 53m
Sceneggiato diretto e co-prodotto da Christopher Nolan
Colonna sonora:Ludwig Göransson

Dall'omonimo Poema omerico

L'Ulisse di Nolan non è l'uomo astuto e spregiudicato, genio della guerra assetato di conoscenza di Omero, né l'uomo dannato che ha sfidato le leggi di Dio con il suo folle volo e che abita l'inferno di Dante. 

L'Ulisse di Nolan ha il passo pesante del veterano, è un uomo tormentato, un reduce che ha negli occhi l'orrore della distruzione che lui stesso ha progettato e reso possibile (l'eccidio di Troia con il dono del cavallo), l'uomo che sente il dolore della felicità perduta e delle promesse non mantenute nel canto delle sirene (reso con aulos greco e suoni metallici dall'autore della colonna sonora) e che non vuole tornare a casa, come gli racconta la dea Atena che ha le fattezze di una ragazza troiana vittima delle violenze della guerra. "Ho bruciato Troia, ho distrutto anche la mia casa" confessera' a Penelope. Scene di guerra, scene d'oltretomba, e isole e mari e tutto ciò che attraverso regia e fotografia si può raccontare dell'epica di un eroe tormentato, un uomo moderno. Ridondanti alcune scene, alcune inesattezze perdonabili, una grande capacità narrativa. Bellissimo. Da non perdere.


domenica 12 luglio 2026

Il cavaliere inesistente - Italo Calvino



 La scissione dell'io e il tramonto degli ideali: l'enqueste dell'uomo moderno nell'epos senza epica de "Il cavaliere inesistente" di Italo Calvino.

Italo Calvino - Il Cavaliere inesistente - (1959)

illustrato da Federico Maggioni

Oscar junior, Edizioni Mondadori  illustrato da Federico Maggioni

Scritto e pubblicato nel 1959 al culmine di una crisi personale e ideologica dello scrittore e nel bel mezzo degli anni del boom economico italiano, il nostro cavaliere che chiude la "Trilogia degli antenati" formata da "Il visconte dimezzato" e "Il barone rampante", disegna un amaro ritratto dell'uomo contemporaneo (dal Novecento ad oggi è sempre attuale) nella forma della favola cavalleresca leggera e ironica, così fedelmente illustrata dalle figurine smilze e quasi incorporee dell'illustratore Federico Maggioni. L'uomo di Calvino, animale politico per eccellenza, ora avanza nel mondo alla cieca, risucchiato da crudeli ideologie che hanno perso il contatto con la realtà e l'umanità, oppure guidato come una marionetta da meccanismi burocratici o, al contrario, vissuto da un informe materialismo che fa dell'istinto l'unica forza fino alla dissoluzione dell'identità. Chi è oggi l'uomo, chi siamo noi? 

Il romanzo nasce in un momento particolarmente critico per lo scrittore che aveva fatto della letteratura uno strumento di militanza: nel 1957, con una lettera di dimissioni aveva detto addio al PCI, come segno di rifiuto delle prese di posizione di partito relative ai fatti di Ungheria e successivamente alla divulgazione del Rapporto Kruscev sui crimini di Stalin; la mancata presa di posizione di Togliatti contro l'Urss e il generale allineamento del partito su posizioni filorusse lo indussero a rifiutare la tessera e proclamarsi un intellettuale di sinistra, sì, ma libero da condizionamenti esterni. 

La letteratura come voce critica dell'uomo è il vero vessillo dello scrittore che guarda al mondo contemporaneo con realismo che, però, non abbraccia il disincanto ma veste i panni della favola cavalleresca ambientata nel campo di Carlo Magno, impegnato con il suo esercito nella guerra contro i Mori, con l'esito di disegnare un viaggio in un mondo in cui l'assurdo viene evinto in tutta la sua valenza significante.

Come ci ha insegnato nelle "Lezioni americane", l'unica chiave per raccontare e forse modificare questo mondo è la leggerezza, quella disposizione d'animo e di stile che ci porta a volare alto sulle cose, guardandole con distacco ironico e consapevole. Il suo sorriso guarda all'ironia di Ariosto piuttosto che ai tragici accenti degli esistenzialisti francesi e svela i meccanismi inceppati del mondo degli uomini attraverso fatti e parole di figurine di carta in un mondo in cui la guerra è un affare da ministero dei duelli e dei conti (l'omicidio di un parente è vendicato da un duello o da più omicidi), le razioni di cibo date e avanzate vanno contate ogni giorno, così come va fatto per le armi e tutto ciò che gira intorno agli "uffici" di Carlo Magno e dove quindi la matematica della guerra sostituisce ogni strategia o lungimiranza di pensiero, cedendo il passo solo alla brutale casualità degli scontri violenti in campo.

I personaggi

Chi è il cavaliere inesistente? I personaggi di Calvino sono figurine geometriche, scomposte in diverse facce ciascuna delle quali si presta però ad un'evoluzione.

  • Agilulfo (L'esistenza come pura astrazione): È un'armatura vuota, un cavaliere perfetto perché mancato, non umano, che si muove e agisce solo attraverso la forza di volontà, il senso del dovere e il rispetto burocratico delle regole. Agilulfo non esiste, ma sa di esistere. Rappresenta la pura ragione priva di corpo e di passioni, lo strumento che eleva l'uomo a "dominatore" della realtà, ma che in Agilulfo, privo di un corpo, diventa solo strumento di catalogazione degli elementi della realtà ( ad esempio fa tutti i conteggi necessari al campo, o ordina le pigne del campo in forme di triangolo e quadrato). Il suo essere estraneo a bassi istinti di prevaricazione lo fanno amare alla follia dalla guerriera Bradamante che, tuttavia, espia la colpa di aver amato un fantasma privo di cuore ed emozioni. smetterà di esistere quando finirà la sua funzione nell'esercito di Carlo Magno. Figura dell'uomo burocrate o dell'operaio del sistema fordista, è solo un pezzo di un mondo con ingranaggi che vive come unica ragione di vita ma come pezzo  senz'anima di una catena di montaggio.

  • Gurdulù (La carne senza coscienza): Al polo opposto di Agilulfo troviamo il suo scudiero. Gurdulù esiste, è pura corporeità, priva di coscienza. Si immedesima con ciò che vede al punto da perdere la rappresentazione mentale di sè come essere umano, se vede una zuppa diventa zuppa, se vede le papere nuota come loro. È puro istinto animale senza anima.

  • Bradamante (La nevrosi del desiderio):  Narratrice dell'opera, donna guerriera innamorata dell'irraggiungibile perfezione astratta di Agilulfo, ma costantemente inseguita dalla prorompente e invadente e vitalità di Rambaldo, finisce per amarlo dopo un periodo di espiazione in convento in cui le è dato il compito di scrivere l'opera che leggiamo.

  • Rambaldo e Torrismondo (i giovani cavalieri in formazione): Rappresentano le due vie della giovinezza e il loro percorso di ricerca e di costruzione dell'identità. Entrambi sono protagonisti di una enqueste (dal latino inquiere - investigare dentro) di memoria cavalleresca. Rambaldo è un vero cavaliere che  in cerca di se stesso attraverso l'azione, la passione amorosa e la vendetta (la concretezza dell'esperienza). Il  suo furioso inseguire la sua passione d'amore per Bradamante lo porterà a capirla e perderla in un inseguimento infinito che si svela ancora in corso nel finale ma che lo rendono comunque virtuoso in quanto si fa titolare di un sentimento e di un pensiero. Il desiderio e la ricerca di sé sono il motore delle sue azioni e lo porteranno al ricongiungimento con le diverse facce della sua personalità quando indosserà l'armatura che Agilulfo gli ha lasciato in eredità, facendo di sé un tutt'uno di ragione, sentimento, istinto. Torrismondo cerca l'identità attraverso l'astrazione ideologica, la purezza assoluta e l'appartenenza morale (i Cavalieri del Graal). In conclusione del suo percorso di formazione di rivela essere uno dei personaggi più compiuti dell'opera: smarrita la sua identità e il senso del suo vivere nel mondo cerca se stesso attraverso un'inchiesta che è tutta interiore: affronta il suo rapporto con il passato ricostruendo le sue origini familiari, supera o shock del confronto con i suoi padri dell'ordine del Santo Graal, cavalieri che con l'alibi del vuoto e dell'assenza mistica di giudizio si lasciano andare alle azioni più turpi e disumane dicendosi posseduti dallo spirito del mondo, infine, rivendicando il diritto a manifestare la pienezza del proprio essere nel mondo facendosi titolare di idee ed emozioni e ribadendo il valore dell'empatia nelle relazioni, sposa Sofronia, la donna che ama, dopo aver appreso che non è né sua madre né sua sorella e concede la democrazia al nascente Comune di Curvaldia su cui, per diritto regio, aveva potestà di conte. 

  • Come non riconoscere in Torrismondo l'alter ego di Calvino che, deluso dalla politica sposa la letteratura (qui Sofronia) e la democrazia? 

  • E voi quale personaggio del Cavaliere di Calvino amate o in quale vi riconoscete?

  • sabato 11 luglio 2026

    Cambiare l'acqua ai fiori

    Valerie Perrin

    ~ Cambiare l'acqua ai fiori ~

    Ed. e/o (2018)

    Se non avete letto ancora nulla di #valerieperrin dovreste al più presto rimediare, con un avvertimento: i suoi romanzi danno dipendenza, quindi preparatevi a non distaccarvene più.


    #cambiarelacquaaifiori #edizionieo - vincitore di numerosi riconoscimenti dal 2018 ad oggi, è uno di questi. Non mi capitava da quando ero bambina di rileggere un libro 3 volte di fila (mi è successo a 9 anni con la "Storia infinita" di Michel Ende, dono di un'amica, e appunto libro infinito come nel titolo); non mi capitava al punto di dovermi forzare a lasciarlo per un nuovo romanzo della Perrin, "Tre", costringendomi a non rileggerlo la quarta volta.


    L'argomento non è dei più accattivanti, a prima vista. 


    Ricordo il tam tam sui social e ricordo come non riuscissi a capire come potesse smuovere la fantasia e la sensibilità di tanti lettori, molti dei quali abituati a stare sul pezzo, non certo reduci dalla lettura del primo romanzo della loro vita. 


    Poi l'ho letto e ho capito.


    Violette, la protagonista che ha l'iniziale in comune con l'autrice, che è scrittrice, fotografa, giornalista, Violette Trenet, orfana scampata alla morte con il cognome (datole) del romantico cantautore francese, è la guardiana di un cimitero. Una donna di 40 anni in rinascita che, dopo essere stata vessata dalla vita, ha scelto questo singolare lavoro per dare una svolta ai suoi giorni e fare pace con il proprio passato. 


    Il tema centrale è l'elaborazione di uno dei peggiori lutti che una persona possa vivere: la perdita della propria figlia. Ma il leit motiv della storia è un altro: il miracolo della rinascita, dove la vita riappare. Qui dove un maestro spirituale insegna a Violette la cura di un piccolo orto alle spalle della sua casa di guardiana. 


    Uno spazio zen di vita e dedizione quotidiana circondato da luoghi di morte. Se il fiore o i pomodori nascono nella terra della quiete eterna, grazie ad una donna, il cui destino e la cui stessa vita diventano metafora di tutto il divenire della storia, la vita si mostra come serie infinita di cicli di nascita e morte, di inverni di gelo che, sotto la coltre della neve, preparano il ritorno dei fiori e dei frutti della terra.


    A voi: una buona lettura.


     

    venerdì 10 luglio 2026

    Roberto Cominati in concert


     







    Io: "Maestro, grazie per quest'ora di felicità" (1h e mezza ndr)
    Cominati: "Ehhhh! Addirittura!"
    (E ho l'autografo! )
    In poche parole, l'eleganza e il senso profondo di un concerto che non si può dimenticare, il recital del pianista Roberto Cominati che ha aperto la Rassegna "Notturni" - "Le voci di sopra" nel cortile della Certosa di San Martino.
    Un Bach  riletto nelle trascrizioni pianistiche moderne che è più vero del vero nel trionfo di tocco e polifonia persino nella Sarabanda per la sola mano sinistra o nei vortici della ciaccona. Mentre si ascolta l'intreccio di voci cesellato in ogni dettaglio si alza lo sguardo verso le volte del cielo e le luci della certosa all'imbrunire e si ha la percezione di ascoltare la voce di Dio ma anche la storia dell'uomo Bach che attraversa ogni tempo. Cristallino e perfetto Debussy, pirotecnico Stravinsky la cui musica disegna il tempo e nel finale ne scandisce discretamente i rintocchi. Bis con Brahms, una danza ungherese eseguita a 2 mani invece che a 4, ma il pubblico ne ha sentite 8 e Gershwin, "The man I love"
    A fine concerto è possibile visitare la certosa di notte.
    #robertocominati

    ODISSEA - il film di Nolan

     "L'alba della civiltà tornerà ma i nostri errori saranno dimenticati" The Odyssey 2026 ‧ Azione/Cinema fantastico ‧ 2h 53m Sc...