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domenica 7 dicembre 2025
MEDEA ovvero il lato oscuro della passione
lunedì 6 ottobre 2025
"Un ballo in maschera" sold out
"Un ballo in maschera" di Verdi al San Carlo, un sold out annunciato per uno spettacolo che , a mio parere, è uno degli allestimenti più belli degli ultimi 10 anni per bellezza e ricchezza espressiva delle voci (e io ho seguito il secondo cast), duttilità dell'orchestra guidata splendidamente dal suo direttore, potere evocativo e/o descrittivo delle scene e dei costumi tra tradizione e modernità con le luci oblique che davano effetti 3d e significati altri. (Che bello non vedere fate del bosco vestite in costume per una gara in piscina o eleganti abiti anni 80 da telenovelas per un dramma romantico!)
Tra tutte: le scene nell'antro della Sibilla con la danza sul pentacolo, in bilico tra magia bianca e nera o la scena nel cimitero dove ombre affollavano la scena e la mente dei protagonisti. L'opera inanella una serie di arie tutte cantabili e celebri, rese magnificamente da voci padrone della scena e dalle mille risorse espressive. Il tenore, il soprano, gli innamorati, il baritono antagonista e l'indovina contralto erano le punte di una stella perfetta, in un meccanismo scenico semplice ma efficace fedele alla parola teatrale di Verdi. La musica ora scintillante, ora scherzosa, ora accorata, ora drammatica non seguiva semplicemente umori teatrali della scena ma li dominava.
La storia è nota: un conte ha intorno la sua corte, ama riamato di un amore impossibile la moglie del suo segretario fedelissimo, arriva quindi la profezia della strega che gli rivela il suo triste destino, infine il ballo in maschera che diventa luogo di un omicidio e il disvelamento finale del vero. L'innocenza, postuma, viene riconosciuta. Postuma, appunto, a omicidio compiuto. Un poco troppo tardi.
venerdì 25 luglio 2025
Incontro con il pianista Hamelin
domenica 29 giugno 2025
Wagner e Schumann di Armiliato
domenica 27 aprile 2025
Viviani, l'uomo e il suo teatro
lunedì 14 aprile 2025
Pensiero liquido
Le onde del mare raccontano poco degli abissi. Ma tutti vivono di queste belle e mutevoli increspature d'acqua osservandone i giochi di luce, l'inseguirsi di una dietro l'altra, il loro giocare con i gabbiani, magari scattando una foto e andando via, sazi di aver riempito gli occhi di qualcosa di cui non si è compreso nulla. L'infinito del mare, l'infinito dentro di me, il mistero della natura, la manifestazione di un principio divino nel mondo. "Tu giudichi il mare da una stupida onda" recita una canzone. Perchè oggi è tutta una fuga senza sapore, un attimo che si volatilizza senza lasciare scia, un'età da pensiero liquido, sentimento liquido, spessore in frantumi.La profondità è per pochi, rari, perduti, magari seppelliti dietro una catasta di libri per nascondersi da un mondo incomprensibile in cui comunque non si può rinunciare a danzare, muoversi per non essere sconfitti, per tentare un cambiamento dall'interno, per non rinunciare allo scambio e ad una parte di se stessi.Sono con voi ma non sono con voi. Sono altro. Sono inattingibile. Sono e sarò sempre come quegli scrittori con doppia nazionalità, con un'identità al margine, emigranti rispetto sempre a qualcosa, senza patria anche a casa propria.
La foto finale mia, ritrae uno dei famosi tramonti di Baia Domizia, meta che fa storcere il naso ai radical chic, ma per me seconda casa e luogo amatissimo.
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Non mettermi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie, a chi non sa accorgersi più di un tramonto. Chiudo gli occhi, mi scosto un passo. Sono altro. Sono altrove. Alda Merini
venerdì 28 febbraio 2025
ROMEO E GIULIETTA
Condivido con voi il ricordo di un allestimento che mi ha lasciato molto dentro e che si distingue per la sua eleganza ed espressività, il Romeo e Giulietta di Gounod, l'ultima opera andata in scena al San Carlo. Il soprano Elsa Dreisig che ha sostituito la Sierra per l'ultimo allestimento ha superato ogni aspettativa, tanto che il direttore d'orchestra stesso ha fermato la musica per farle un lungo applauso. Una voce delicata ma "appuntita" nel definire ogni nota del ricamo così tipico della vocalità del teatro francese ha dominato la scena senza mai superare i confini drammatici del ruolo. Cast di alto livello in ogni suo componente, tutti armonicamente uniti nel portare in scena la storia e voci espressivamente cariche di significanti scenici per i protagonisti. Cori imponenti e drammatici cantavano la fine di Verona e la tragedia della faida tra le due famiglie ma tutto il resto dell'opera, con un'orchestra puntuale negli interventi teatrali perché ben diretta, era un canto continuo e delicatamente espressivo come delicato e fragile è l'amore adolescenziale che conduce Romeo e Giulietta alla morte. Gounod, compositore francese e autore della celebre Ave Maria ispirata al preludio di Bach, non poteva trovare storia per esprimere meglio del suo sentire e stile musicale. La scenografia nuda ma efficace trasforma una torre in un arredo da sala da ballo e poi in una sala segreta dove Romeo e Giulietta vivono il proprio amore in una dimensione senza tempo e spazio, proprio come la scenografia. Ricchi e storicamente definiti, invece i costumi. Lunghi applausi e un teatro pieno, anche di turisti, hanno salutato l'ultima replica dello spettacolo.
sabato 15 febbraio 2025
Igor Levit al San Carlo
Tu metti un pianoforte, 88 tasti, uno dei palcoscenici più antichi e suggestivi al mondo, un giovane e poliedrico artista, Igor Levit, divenuto universalmente noto per le sue dirette pianistiche, stile house concert, durante il Covid, il silenzio (esclusione fatta per qualche colpo di tosse) unanime del San Carlo, pieno di estimatori, appassionati, musicisti, maestri e studenti, un silenzio ormai perduto in ogni angolo di questa città e forse simile alla temperatura emotiva di qualche tranquilla sera di campagna animata nel buio solo dalla danza delle lucciole, qui le immobili lanterne del teatro...e il gioco è fatto. È stato un San Valentino tutto dedicato all'arte del piano, quella pura che irretisce l'animo e lo cattura in un'avventura sonora che, come un romanzo senza parole, riesce a dare commento sonoro ed emotivo alle pagine della nostra vita...
sabato 7 dicembre 2024
Rusalka: fumetto cringe o opera fiabesca?
mercoledì 25 settembre 2024
ALDA MERINI
Quelle come me
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…
Alda Merini
Lucciole
Margherita Gargano
#pensierieparole
#pierpaolopasolini
#pasolini
mercoledì 11 settembre 2024
Dove vai
il ricordo come sai non consola
Quando lei se ne andò per esempio
Trasformai la mia casa in tempio
E da allora solo oggi non farnetico più
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu
Ora noi siamo già più vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto così ampio
Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai
Oramai fra di noi solo un passo
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
martedì 10 settembre 2024
Leoni
Vincenzo Florio ragazzo, suo zio Ignazio
V. " Come fate a resistere vedendo tutto questo?" (in riferimento alle violenze del padre sulla madre)
I: "Perché io guardo lontano" (nel dolore di aver perduto proprio quella donna che ha sposato suo fratello)
V: "Lontano? E cosa guardate lontano?Lontano non c'è niente! C'è solo il mare!"
sabato 7 settembre 2024
Considero valore
domenica 1 settembre 2024
Cambiare l'acqua ai fiori
giovedì 29 agosto 2024
Hai Vent'anni
Foto mia❤️🌴
"Ci mandiamo
una foto del tramonto
quando non siamo vicini?
È un po' come guardarci, rubarci
gli occhi e invertirci i cammini.
L'esodo del sole che saluta i monti
le acque cullano gli stormi:
io ti penso e sono nel vento
destati! -
-non rigettare il brivido, accoglilo
lungo la schiena guidalo
subito dopo sarà calore -
l'arancio nel cielo - è l'identico.
Se guardi nel giorno
il suo addio
lì ci sono io."
da "Hai Vent'anni" di Gennaro Madera
martedì 20 agosto 2024
Marion
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