"L'alba della civiltà tornerà ma i nostri errori saranno dimenticati"
Dall'omonimo Poema omerico
L'Ulisse di Nolan non è l'uomo astuto e spregiudicato, genio della guerra assetato di conoscenza di Omero, né l'uomo dannato che ha sfidato le leggi di Dio con il suo folle volo e che abita l'inferno di Dante.
L'Ulisse di Nolan ha il passo pesante del veterano, è un uomo tormentato, un reduce che ha negli occhi l'orrore della distruzione che lui stesso ha progettato e reso possibile (l'eccidio di Troia con il dono del cavallo), l'uomo che sente il dolore della felicità perduta e delle promesse non mantenute nel canto delle sirene (reso con aulos greco e suoni metallici dall'autore della colonna sonora) e che non vuole tornare a casa, come gli racconta la dea Atena che ha le fattezze di una ragazza troiana vittima delle violenze della guerra. "Ho bruciato Troia, ho distrutto anche la mia casa" confessera' a Penelope. Scene di guerra, scene d'oltretomba, e isole e mari e tutto ciò che attraverso regia e fotografia si può raccontare dell'epica di un eroe tormentato, un uomo moderno. Ridondanti alcune scene, alcune inesattezze perdonabili, una grande capacità narrativa. Bellissimo. Da non perdere.

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